Anche le imbracature per il soccorso industriale di C.A.M.P. sono nate dalla collaborazione con l’Organismo di Consulenza Tecnica dei Vigili del Fuoco. Infatti, su suggerimento della stessa commissione si è pensato di sviluppare un’imbracatura non aramidica adatta per tutti gli scenari di soccorso senza presenza di fiamma o calore.
Dunque, sappiamo che i VVF non intervengono solo negli incendi, ma hanno tante squadre specializzate per interventi tecnici e per il soccorso industriale. Ad esempio, il nucleo Speleo Alpino Fluviale (SAF), la squadra Urban Search And Rescue (U.S.A.R.) oppure il T.P.S.S. (Tecniche Primo Soccorso Sanitario), i Sommozzatori, ecc.
Durante la fase di sviluppo di queste imbracature si è pensato anche ad un’altra figura sempre più presente nel panorama del soccorso: il soccorritore industriale professionista.

Le complessità del soccorso industriale

Nelle attività che si svolgono in contesti che riguardano il soccorso industriale, il recupero di un lavoratore infortunato può essere molto difficile. Soprattutto quando si ha a che fare con spazi confinati, sospetti di inquinamento o con altre zone di difficile accesso.
Questi luoghi sono talmente complessi che le aziende devono formare ed addestrare il personale interno per le operazioni di primo intervento. Questo però a volte non è sufficiente. Infatti, spesso decidono di dotarsi anche di squadre addestrate appositamente per fronteggiare eventi particolarmente critici come quelli del soccorso industriale.
Infatti, queste squadre devono essere in grado di intervenire rapidamente ed efficacemente in scenari complessi e con sistemi di accesso ed estrazione avanzati. Inoltre, l’intervento deve essere preciso, professionale e tempestivo oltre ad essere un tipo di soccorso nel quale il fattore tempo è determinante.

Spesso le aziende decidono di dotarsi di squadre esterne dotate di tutte le attrezzature necessarie per il soccorso industriale.

Gli uomini che compongono queste squadre sono professionisti formati ed addestrati in tecniche di gestione del trauma in ambiente confinato. Inoltre, rimangono al fianco degli operatori per tutta la durata dei lavori, pronti ad intervenire in caso di emergenza.
Infatti, durante questa sorveglianza devono essere sempre pronti a intervenire nel più breve tempo possibile. Questo significa che devono indossare sempre tutti i DPI che potrebbero servire, fra i quali anche l’imbracatura nel caso in cui sia presente un rischio di caduta dall’alto.

L’eventuale tempo di intervento è solitamente breve, mediamente 20-30 minuti, ma l’imbracatura deve essere indossata per 8-10 ore al giorno.

Considerate le difficili situazioni in cui ci si può trovare nel soccorso industriale, è facile capire come questo tipo di imbraco deve essere particolarmente leggero e ergonomico. Considerato poi che non deve servire per restare appesi in fune per lungo tempo, può essere anche meno imbottito.
Inoltre, non deve offrire punti di ingombro o appiglio perché spesso gli spazi confinati sono angusti o ci possono essere oggetti sporgenti. Infatti, quando il soccorritore entra nello spazio potrebbe dover strisciare o passare per cunicoli o passi d’uomo molto stretti.
Pensiamo ad esempio, a un tecnico USAR che deve lavorare dopo un terremoto o nel crollo di un edificio. Inoltre, spesso un soccorritore deve entrare con autorespiratori o sistemi airline.

Le imbracature di C.A.M.P. per il soccorso industriale

Dopo molte prove e consultazioni con soccorritori esperti, il reparto ricerca e sviluppo di C.A.M.P. ha sviluppato due imbrachi: la RSQ FLEX e la RSQ FAST. Sono due imbracature particolarmente adatte per il soccorso tecnico e il soccorso industriale, sia per i Vigili del Fuoco che per le squadre di soccorso aziendale.
Vediamole entrambe nel dettaglio.

Imbracatura RSQ FLEX

La prima delle imbracature di C.A.M.P. per il soccorso industriale che vi presento è la RSQ FLEX.

imbracature RSQ FLEX di C.A.M.P. per il soccorso industriale
imbracature RSQ FLEX di C.A.M.P. per il soccorso industriale

La RSQ FLEX è un’imbracatura con attacchi anticaduta EN 361 e di posizionamento EN 358 completamente tessili. Questo accorgimento è stato adottato con l’obiettivo di rendere l’imbracatura il più leggera possibile.
A questo proposito, tutte le imbottiture sono dotate di mesh 3D traspirante interno e attentamente disegnate per ridurre al minimo peso ed ingombro. Allo stesso tempo, conferiscono anche un miglior supporto al corpo dell’utilizzatore.
L’attacco dorsale tessile è spostato verso l’alto in modo tale che possa restare fuori dallo schienale dell’autoprotettore. In questo modo non dà fastidio alla schiena dell’operatore e rimane comunque a portata di mano.
Inoltre, l’imbraco può essere indossato sotto una tuta Tyvek o una tuta ignifuga e l’attacco dorsale rimane lo stesso facilmente raggiungibile.

L’altezza dell’attacco dorsale è regolabile tramite una fibbia metallica.

Tutta la parte superiore è disegnata con una geometria innovativa che permette di mantenere l’operatore il più verticale possibile in caso di caduta. Soprattutto nel caso di cadute con pesi importanti sulle spalle come ad esempio, uno zaino o un autorespiratore.
Gli spallacci, inoltre, sono imbottiti e regolabili mentre l’anello ventrale per la sospensione è tessile e certificato EN 813 ed EN 12277/C.
La connessione frontale tra cinturone e pettorale è dotata di un’ampia asola che permette l’inserimento di un anello apribile per la connessione di un bloccante ventrale. A questo proposito C.A.M.P. ha in catalogo il bloccante ventrale Turbochest che è tensionabile tramite l’apposita fettuccia posizionata sotto l’attacco ventrale.

bloccante ventrale Turbochest di C.A.M.P. per il soccorso industriale

La parte inferiore è studiata per garantire sia libertà di movimento in camminata e che comodità in una eventuale sospensione.

Il cinturone ha due attacchi laterali tessili per il posizionamento e un altro attacco tessile posteriore per il posizionamento e la trattenuta entrambi EN 358.
Sono presenti anche quattro ampi anelli portamateriali. La possibilità di portare materiali è ulteriormente incrementata da due alloggiamenti per il moschettone in lega d’alluminio KILO o per il moschettone in materiale termoplastico HUB.
Si tratta di due ganci portamateriale che non devono mai essere usati come moschettoni di sicurezza.

moschettone Kilo di C.A.M.P. per il soccorso industriale
moschettone Hub di C.A.M.P.

I cosciali sono di tipo classico, senza sganci rapidi, e con una regolazione posteriore per posizionarli ad una distanza più comoda dal cinturone. Inoltre, sui cosciali sono presenti due velcri per personalizzare l’imbraco con il nome della squadra e/o dell’operatore.
Infine, l’imbracatura per il soccorso industriale RSQ FLEX è prodotta in due taglie.

Imbracatura RSQ FAST

Il secondo modello di imbracature di C.A.M.P. per il soccorso industriale che vi presento è la RSQ FAST.

imbracature RSQ FAST di C.A.M.P. per il soccorso industriale
imbracature RSQ FAST di C.A.M.P. per il soccorso industriale

La struttura della RSQ FAST è identica alla RSQ FLEX, ma con due differenze. La prima differenza è che sulla RSQ FAST l’anello ventrale è di tipo metallico. Essendo rigido, permette una migliore connessione di più attrezzi in manovre complesse,  operazione resa meno facile dall’anello tessile della Flex che potrebbe deformarsi. La seconda differenza è che i cosciali sono dotati delle fibbie a sgancio rapido STS. Quest’ultima soluzione permette una maggiore velocità di indossamento.

Come tutte le altre tipologie di imbracature di C.A.M.P. anche la RSQ FLEX e la RSQ FAST sono testate per utilizzo fino a 150 Kg dell’operatore.

Sono inoltre dotate del tag C.A.M.P. NFC TRACK il quale attraverso la piattaforma C.A.M.P. G.T.S. Gear Tracking System rappresenta un’evoluzione sul sistema Exteryo Safety. Il sistema Exteryo Safety permette una facile gestione del DPI per l’immagazzinamento e i controlli ispettivi periodici.
Per u approfondimento su questo argomento consiglio la lettura del mio articolo Gestione DPI: tutto più semplice e sicuro con il software Exteryo Safety 4.0.
Infine, anche per queste imbracature si è tenuto conto della ricerca che C.A.M.P. ha portato a termine negli scorsi anni in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Infatti, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute, Ambulatorio di Fisiologia Clinica e dello Sport è stata studiata la sindrome da sospensione e come ridurne gli effetti.

È una ricerca unica nel suo genere, che nessuna altra azienda in Italia ha mai fatto.

In base ai risultati ottenuti dalla ricerca, C.A.M.P. ha progettato tutti i suoi nuovi dispositivi. Se volete consultare le relazioni conclusive del progetto “SOSPESI” potete scaricare la fase 1 e la fase 2 del progetto.

Garanzia imbracature soccorso industriale

Le imbracature per il soccorso industriale di C.A.M.P hanno una garanzia di tre anni contro ogni difetto del materiale o di fabbricazione, a partire dalla data di acquisto.

Scadenza imbracature soccorso industriale

La durata di vita delle imbracature per il soccorso industriale di C.A.M.P è di dieci anni a partire dalla data del primo utilizzo del prodotto e sono previsti al massimo due anni di stoccaggio.
La scadenza non può in ogni caso protrarsi oltre la fine del dodicesimo anno dalla fabbricazione. Ad esempio, se l’anno di fabbricazione è 2020, la durata di vita arriva fino a tutto il 2032.

Manutenzione imbracature soccorso industriale

Come tutti i DPI di III^ categoria, anche le imbracature per il soccorso industriale di C.A.M.P sono soggette a controlli pre e post uso. Inoltre, è prevista un’ispezione completa al massimo ogni 12 mesi da parte di persona competente ai sensi della norma EN 365:2008.

Le altre imbracature di C.A.M.P.

Il catalogo di C.A.M.P. è molto ampio e con prodotti capaci di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Ho parlato delle altre imbracature di C.A.M.P. in questi articoli:

Se hai dei dubbi su quale sia il modello migliore di imbracatura per il soccorso industriale, richiedi un test gratuito nella tua sede compilando il Modulo Richieste.

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