DPI: 10 domande pre rispondere a tutto ciò che devi sapere

Sommario

Un breve articolo per rispondere ad alcune delle domande sui DPI che più spesso mi vengono poste dai clienti.

1. Cosa significa DPI?

DPI è un acronimo e significa Dispositivo di Protezione Individuale. A differenza dei DPC che sono Dispositivi di Protezione Collettiva. A volte si sente qualcuno utilizzare la pronuncia DPI in inglese ovvero “DiPiAI”, pensando appunto che sia un termine inglese. Invece, essendo l’acronimo di parole italiane si pronuncia “D P I”. Infatti, in inglese l’acronimo è PPE che sta per Personal Protective Equipment.

Il Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008, conosciuto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza, all’Art. 74 recita così:

1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo;

2. Non costituiscono DPI:
a. Gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;
b. Attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;
c. Le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico;
d. Le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto;
e. I materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative;
f. I materiali per l’autodifesa o per la dissuasione;
g. Gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

2. I dispositivi di protezione individuale sono personali?

I DPI nascono per proteggere l’individuo, cioè una singola persona. Non nascono però per uso personale, ma potrebbero essere passati, con opportuni accorgimenti sia amministrativi che igienici, da persona a persona.

A tal proposito però l’art 77 del Testo Unico per la Sicurezza, comma 4, lettera d, recita così:

4. Il datore di lavoro:

d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;

E’ logico che alcuni DPI, come scarpe, guanti, maschere, ecc. dovrebbero essere sempre personali.

La motivazione riguarda questioni in merito alla taglia, igiene, ecc.
Ce ne sono altri però che potrebbero essere parte di una dotazione di squadra. Alcuni di questi sono ad esempio: autorespiratori, imbracature, indumenti per la protezione dal freddo o dal caldo, ecc.
E’ evidente che se un DPI dovesse essere usato da più persone, è assolutamente fondamentale un corretto controllo pre e post uso.

3. Quante categorie di DPI esistono?

Esistono 3 categorie di DPI identificate dal Regolamento 425/2016. Vediamole in dettaglio.

DPI 1 categoria

I DPI di prima categoria comprendono esclusivamente i seguenti rischi minimi:

  1. Lesioni meccaniche superficiali;
  2. Contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l’acqua;
  3. Contatto con superfici calde che non superino i 50 °C;
  4. Lesioni oculari dovute all’esposizione alla luce del sole (diverse dalle lesioni dovute all’osservazione del sole);
  5. Condizioni atmosferiche di natura non estrema.

DPI 2 categoria

I DPI di seconda categoria comprendono i rischi diversi da quelli elencati nelle categorie I e III. In questa categoria rientrano solitamente, ad esempio:

  • Scarpe antinfortunistica;
  • Guanti da lavoro;
  • Gli elmetti solo per la protezione di caduta di oggetti dall’alto;
  • Indumenti alta visibilità.

DPI 3 categoria

I DPI di terza categoria comprendono esclusivamente i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni irreversibili alla salute con riguardo a quanto segue:

  1. Sostanze e miscele pericolose per la salute;
  2. Atmosfere con carenza di ossigeno;
  3. Agenti biologici nocivi;
  4. Radiazioni ionizzanti;
  5. Ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100°C;
  6. Ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di –50°C o inferiore;
  7. Cadute dall’alto;
  8. Scosse elettriche e lavoro sotto tensione;
  9. Annegamento;
  10. Tagli da seghe a catena portatili;
  11. Getti ad alta pressione;
  12. Ferite da proiettile o da coltello;
  13. Rumore nocivo.

 

A questo proposito trovi un approfondimento nel mio articolo sulla Normativa DPI.

4. Come faccio a sapere a quale categoria appartiene un dispositivo?

Capire a quale categoria appartiene un DPI è fondamentale per garantire una corretta protezione individuale.

Ecco alcuni suggerimenti per individuare la categoria di un dispositivo di protezione individuale:

  1. Verifica le etichette e le informazioni fornite dal produttore: I DPI sono sempre accompagnati da etichette o istruzioni che indicano la categoria di appartenenza. Leggi attentamente le indicazioni per identificare la protezione specifica offerta dal dispositivo;
  2. Chiedi supporto a esperti o responsabili della sicurezza sul lavoro: Se hai ancora dubbi sull’identificazione della categoria del tuo DPI, rivolgiti a professionisti competenti in materia di sicurezza sul lavoro. Possono offrirti indicazioni specifiche basate sulle tue esigenze.


Per le informazioni sull’etichetta dei dispositivi di protezione individuale e come leggerla, ti consiglio il mio  articolo sulla Marcatura DPI.

5. Qual è la giusta scelta dei DPI per una determinata attività?

La scelta dei Dpi è sempre frutto di una attenta analisi e valutazione dei rischi. Una volta fatta la valutazione di tutti i rischi presenti in ambiente, si opera con una corretta operazione di analisi secondo la piramide della sicurezza:

  • E’ possibile eliminare il rischio o ridurlo?
  • Se no, è possibile utilizzare dei Dispositivi di Protezione Collettiva?
  • E possibile cambiare le abitudini dei lavoratori?
  • Se tutto questo non è fattibile, allora, come ultima possibilità, si procede alla scelta dei DPI più adeguati.
Piramide della sicurezza

Il DPI dovrebbe essere scelto tra i migliori prodotti che offre il mercato per la protezione richiesta.

Che non significa sempre scegliere il prodotto più costoso o con il grado di protezione più alto, perché si potrebbe incorrere anche in una iperprotezione, che comporta altri rischi.
Significa valutare attentamente le caratteristiche dei vari prodotti facendosi consigliare da tecnici esperti. Se possibile, è sarebbe opportuno chiedere di provare prima il prodotto nella specifica situazione reale, per valutare anche l’impatto sul proprio personale.
Non basta scegliere un prodotto su un catalogo, solo perché costa posto o perché è di una marca conosciuta.
Se il dispositivo di protezione individuale non fosse corretto, potrebbe provocare dei fastidi agli operatori durante l’uso, scoraggiandone così l’utilizzo.

6. Che differenza c’è tra manutenzione, Ispezione, revisione?

Nel caso dei DPI di terza categoria, contro le cadute dall’alto, esiste una norma tecnica ben specifica, che è la EN365. Questa norma prevede regole per l’ispezione e la manutenzione dei dispositivi di protezione individuale relativi a questo rischio.
Siccome a volte qualcuno confonde i termini ispezionemanutenzione e revisione, allora spieghiamo bene quali sono le differenze.

Ispezione DPI

Ispezione DPI significa effettuare un controllo approfondito visivo e funzionale del dispositivo. Di fatto, significa controllare attentamente che non ci siano rotture, segni eccessivi di usura, bruciature, sfilacciamenti, cricche, ecc. E significa anche controllare che il dispositivo funzioni correttamente per lo scopo per cui è stato progettato.

Manutenzione DPI

La manutenzione DPI riguarda tutti quei controlli e quelle attenzioni che mirano a mantenere il dispositivo in perfetta efficienza.
Solitamente, la pulizia, lo stoccaggio in modo corretto, ecc. vengono ben indicati dal produttore sul libretto di Uso e Manutenzione. La manutenzione è sempre a carico dell’utilizzatore dei dispositivi.

Revisione DPI

La revisione DPI è una manutenzione straordinaria che si effettua quando un dispositivo necessità della sostituzione di una sua parte.
E’ applicabile solo su alcuni dispositivi complessi e normalmente è riservata solo al produttore o ad un soggetto da lui autorizzato.

Chiunque si debba occupare della gestione DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), che esso sia un lavoratore, un soccorritore o un RSPP, sa bene a quali difficoltà può andare incontro in questi adempimenti.
Per questo motivo sarebbe bene dotarsi di un apposito strumento informatico che agevoli l’operatore nella gestione di queste incombenze.
Per maggiori informazioni vedi l’articolo sulla Gestione DPI.

esempio di gestione dpi con software C.A.M.P. GTS

7. Chi può fare l’ispezione ai DPI contro le cadute dall’alto?

A questa domanda risponde la EN365 che al punto 4.4 recita:

Le istruzioni per l'ispezione periodica devono comprendere:

c) Avvertenza per sottolineare che è necessario che le ispezioni periodiche siano eseguite unicamente da una persona competente e nel severo rispetto delle procedure di ispezione periodica del fabbricante;

d) Dove ritenuto necessario dal fabbricante, per esempio a causa della complessità o dell'innovazione dell'equipaggiamento o dove la competenza sulla sicurezza è fondamentale relativamente a smantellamento, riassemblaggio o valutazione dell'equipaggiamento (per esempio anticaduta di tipo retrattile), un'istruzione specificante che le ispezioni periodiche devono essere eseguite solo dal fabbricante da una persona o organizzazione autorizzata dal fabbricante.

Cosa si intende per persona “competente”?

Al punto 3.3 della stessa norma viene specificato che:

3.3 persona competente dell'ispezione periodica: Persona a conoscenza dei requisiti correnti di ispezione periodica, delle raccomandazioni e delle istruzioni emesse dal fabbricante applicabili al componente, al sottosistema o al sistema pertinente.

Nota 1
Questa persona dovrebbe essere in grado di identificare e valutare l'entità dei difetti, dovrebbe avviare l'azione correttiva da intraprendere e dovrebbe avere le capacità e le risorse necessarie per fare tutto ciò.

Nota 2
Può essere necessario un addestramento rivolto alla persona competente da parte del fabbricante o del suo rappresentante autorizzato su DPI specifici o altro equipaggiamento, per esempio a causa della loro complessità o innovazione o dove sia fondamentale avere nozioni tecniche per lo smantellamento, il riassemblaggio o la valutazione di un DPI o di altro equipaggiamento e può essere necessario prevedere un aggiornamento di tale addestramento a causa di modifiche e miglioramenti.

Nota 3
Una persona può essere competente per eseguire le ispezioni periodiche su un particolare modello di DPI o altro equipaggiamento o essere competente per ispezionare parecchi modelli.

Che cosa possiamo ricavare da questi articoli?

Che la prima cosa da fare è sempre quella di leggere il manuale del produttore. Quest’ultimo potrebbe specificare che autorizza all’ispezione solo personale da lui appositamente formato e autorizzato oppure lasciare l’onere a persone definite competenti.

E chi decide la competenza?

Una persona potrebbe ritenersi competente, e il committente riconoscerne la competenza, per vari motivi. Ad esempio, perché opera spesso con quei DPI, perché ha fatto corsi da alcuni produttori, perché è una guida alpina o un vigile del fuoco, ecc.

Spesso però la competenza è confermata solo a posteriori da un magistrato.

Infatti, in caso di incidente è quest’ultimo valuta a suo giudizio se la persona era effettivamente competente o meno per svolgere quel compito.

8. I documenti d’ispezione devono sempre accompagnare i DPI?

No, però devono sempre essere conservati e tenuti a disposizione per essere facilmente consultati dall’autorità giudiziaria.
L’ispezione DPI deve essere accuratamente registrataarchiviata ed esibita ad eventuali organi di controllo che ne facciano richiesta.

Un documento di ispezione deve contenere:

  1. Prodotto (per esempio imbracatura per il corpo), modello e tipo/identificazione e relativo nome commerciale;
  2. Nome e dettagli di contatto del fabbricante o del fornitore;
  3. Mezzo di identificazione, che potrebbe essere il lotto o il numero di serie;
  4. Dove applicabile, l’anno di fabbricazione o l’anno di scadenza [fare riferimento al punto 4.2.2 y)];
  5. Data di acquisto;
  6. Qualsiasi altra informazione necessaria, per esempio manutenzione e frequenza di utilizzo;
  7. Data del primo utilizzo;
  8. Storia delle ispezioni periodiche e delle riparazioni, comprendente:
    • Date e dettagli di ciascuna ispezione periodica e riparazione e nome e firma della persona competente che ha eseguito l’ispezione periodica o la riparazione;
    • Data prevista per la successiva ispezione periodica.

Un buon software gestione DPI come C.A.M.P. Gts aiuta a mantenere i registri aggiornati e sempre a portata di mano.

esempio di gestione dpi con software C.A.M.P. GTS

9. I dispositivi di protezione individuale hanno una scadenza?

La scadenza DPI dipende dal tipo di dispositivo. In questo caso, bisogna sempre consultare il manuale del produttore. Infatti, i DPI in materiale metallico (ad es. moschettoni) generalmente non hanno scadenza mentre quelli in materiale tessile, plastico o materiale deteriorabile, di solito hanno scadenza.
Ad esempio, C.A.M.P. prevede per questi ultimi una scadenza di 10 anni dalla data di produzione, con ulteriore 2 anni per lo stoccaggio. In ogni caso la durata non può superare i 12 anni.

10. …?

La decima domanda falla tu. Scrivi la tua domanda nei commenti oppure clicca su contattami e chiedi quello che vuoi sapere sui DPI.

Per qualsiasi informazione sia tecnica che commerciale sui DPI Contattami

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